
- Barolo DOCG
- Nebbiolo 100%
- Fermentazione spontanea
- Macerazione e fermentazione alcolica in tini aperti di acciaio
- Fermentazione malolattica e elevazione in fusti di rovere francese da 500 litri
- Affinamento in bottiglia 18 mesi
- 1985-2012 Barolo Cannubi Boschis
dal 2013 in poi ALESTE - Vigneto nel comune di Barolo: Cannubi Boschis
- Gradazione alcolica: 14,5 %
- Tempo di beva consigliato: 2026 - 2045
ALESTE Barolo 2022
Note di degustazione
La prima sensazione che si ottiene bevendo il Barolo Aleste 2022 è il suo profumo intenso, che unisce aromi di ciliegie e lamponi, note minerali e legnose, il tutto sottolineato da un accenno di spezie e sottobosco.
È un vino con qualcosa di misterioso, prima si nasconde, poi si sprigiona nel bicchiere manifestandosi pienamente. Al palato si mostra sorprendentemente robusto e strutturato, ma senza pesare… sembra che danzi in bocca.
I frutti rossi primeggiano, a seguire aromi speziati e note di legno. I tannini decisi richiederanno ancora alcuni anni di pazienza per regalare più armonia al vino, seppure esibiscano già sin d’ora la dolcezza ed eleganza di quest’annata.
Il finale presenta tannini bilanciati, note di grafite e frutta scura.
Punteggi per l´annata 2022
James Suckling 95 points
Vinous 94 points
Wines Critic 96 points
Andamento dell'annata 2022
Resistenza e resilienza. Sono queste le parole che racchiudono e identificano l’annata 2022.
Resistenza intesa come attitudine della vite che ha saputo sopravvivere ed esprimersi, dimostrandosi una pianta parsimoniosa e con un grande spirito di adattabilità.
Resiliente come, per natura, è la vite, capace di far fronte allo stress e alle avversità uscendone rafforzata.
La stagione 2022 ha avuto inizio con un autunno povero d’acqua. Solo a inizio dicembre, si è svolta una prima abbondante nevicata che, grazie alle basse temperature, ha lasciato a lungo la neve tra i filari.
L’inverno è stato mite e asciutto, solo verso la fine, è stata registrata una temperatura inferiore rispetto alla media stagionale degli ultimi vent’anni.
Il germogliamento in primavera si è svolto in tempi normali, se comparati a quelli degli anni Ottanta. Durante le prime fasi è caduta molta acqua: in pochi giorni sono scesi 70-80 mm.
Dopo questo evento è iniziata una fase calda-asciutta, con il giorno successivo sempre più caldo del precedente, ma la pianta tornava a respirare con la notte e l’abbassarsi delle temperature. La tendenza è stata rispettata, per tutte le fasi fenologiche, fino alla vendemmia che si è svolta, di conseguenza, circa due settimane prima. Le uve, che si sono avvantaggiate delle forti escursioni termiche arrivate a inizio settembre, sono giunte in cantina sane, alla vista con acini più piccoli rispetto alla media ma dal perfetto equilibrio acido.
Il ruolo dell’uomo è stato limitato quanto fondamentale: per cui sono stati pochi gli interventi contro le malattie. Ancora una volta sono l’esperienza e le competenze del viticultore a guidarlo nelle scelte, prima tra tutte, quella di non intervenire, come atto pensato e voluto.
La vendemmia si è svolta il 26 settembre e il 06 ottobre.