
- Barolo DOCG
- Nebbiolo 100%
- Fermentazione spontanea
- Macerazione e fermentazione alcolica in tini aperti di acciaio
- Fermentazione malolattica e elevazione in fusti di rovere francese da 500 litri
- Affinamento in bottiglia 18 mesi
- Prima annata: 1990
- Vigneti nei comuni di:
Barolo: Vignane
Castiglione Falletto: Villero dal 2011
Monforte d'Alba: Le Coste di Monforte dal 2019
Novello: Merli
Serralunga d'Alba: Baudana dal 2010 - Gradazione alcolica: 14,5%
- Tempo di beva consigliata: 2026 - 2045
LE VIGNE Barolo 2022
Note di degustazione
Il Barolo Le Vigne, al naso, sprigiona intensi aromi di frutti neri ed elementi floreali, insieme a note minerali e speziate.
Al palato, il vino presenta sapori intensi di frutti rossi e neri, sfumature minerali e di petali di rosa, gusti delicati di legno e spezie.
La sua struttura è importante. I tannini decisi e stratificati contribuiscono a trasmettere forma e definizione al vino e fanno identificare il millesimo, senza sovrastare o appesantire; il Barolo Le Vigne 2022 mantiene un’elegante leggerezza nonostante la fitta trama tannica, mai esuberante.
Dovrà ancora maturare in bottiglia per alcuni anni e raggiungere almeno gli 8-10 anni di età, prima di essersi sviluppato completamente ed aver raggiunto l’apice delle sue potenzialità.
Punteggi per l´annata 2022
Decanter 94 points
Jeb Dunnuck 93 points
Kerin O'Keefe 95 points
James Suckling 96 points
Vinous 93 points
Wein Plus 93 Punkte
Wines Critic 96 points
Andamento dell'annata 2022
Resistenza e resilienza. Sono queste le parole che racchiudono e identificano l’annata 2022. Resistenza intesa come attitudine della vite che ha saputo sopravvivere ed esprimersi, dimostrandosi una pianta parsimoniosa e con un grande spirito di adattabilità.
Resiliente come, per natura, è la vite, capace di far fronte allo stress e alle avversità uscendone rafforzata.
La stagione 2022 ha avuto inizio con un autunno povero d’acqua. Solo a inizio dicembre, si è svolta una prima abbondante nevicata che, grazie alle basse temperature, ha lasciato a lungo la neve tra i filari.
L’inverno è stato mite e asciutto, solo verso la fine, è stata registrata una temperatura inferiore rispetto alla media stagionale degli ultimi vent’anni. Il germogliamento in primavera si è svolto in tempi normali, se comparati a quelli degli anni Ottanta. Durante le prime fasi è caduta molta acqua: in pochi giorni sono scesi 70-80 mm.
Dopo questo evento è iniziata una fase calda-asciutta, con il giorno successivo sempre più caldo del precedente, ma la pianta tornava a respirare con la notte e l’abbassarsi delle temperature. La tendenza è stata rispettata, per tutte le fasi fenologiche, fino alla vendemmia che si è svolta, di conseguenza, circa due settimane prima. Le uve, che si sono avvantaggiate delle forti escursioni termiche arrivate a inizio settembre, sono giunte in cantina sane, alla vista con acini più piccoli rispetto alla media ma dal perfetto equilibrio acido.
Il ruolo dell’uomo è stato limitato quanto fondamentale: per cui sono stati pochi gli interventi contro le malattie. Ancora una volta sono l’esperienza e le competenze del viticultore a guidarlo nelle scelte, prima tra tutte, quella di non intervenire, come atto pensato e voluto.
La vendemmia si è svolta dal 26 Settembre al 6 Ottobre.